Narcisi e Genziane

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Ciao a tutti, è un pò che non scrivo…

Venerdì ho colto l’occasione di un pò di tempo libero per andare in un posto che ritengo quasi magico in questo periodo dell’anno…si avete capito bene, quasi magico, perchè oltre ad un panorama bellissimo che spazia fino a Torino se si è fortunati…in questo posto…tutti gli anni, nel mese di maggio, esplode una fioritura eccezionale di Narcisi…che naturalmente mi attira a livello fotografico…

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Coppia di Svasso Maggiore, Lago Pistono – Montalto Dora

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Ieri sono andato nuovamente a vedere i miei “amici” Svassi…ed ho avuto una gradita sorpresa…le uova si sono schiuse e due splendidi piccolini spuntavano tra le ali del’adulto sul nido…che però purtroppo, è situato in un posto poco comodo per essere ritratto.
Considerando il fatto che Sabato scorso, cioè 5 giorni fa, i piccoli non c’erano….sono davvero cuccioli!!
Nelle foto scattate purtroppo i nuovi nati sono difficili da vedere a causa dei rami e della posizione dell’adulto. Speriamo nei prossimi giorni di avere nuovi positivi sviluppi.

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Montalto Dora – Il Medioevo

Le vicende di Montalto seguirono naturalmente quelle della vicina Eporedia e quindi, terminata la dominazione romana, si susseguirono, nei primi secoli del Medio Evo, le dominazioni degli Eruli, degli Ostrogoti, dei Longobardi, dei Franchi, dei Marchesi di Ivrea e di Arduino d’Ivrea, re d’Italia nell’anno 1002.
Il documento più antico in cui viene citata la “Valle Montaldi” è del 1041; in due atti di vendita del 1163 e 1183 vengono citati i feudatari Filippo e Guido Foglia di “Monte Alto”.
La storia di Montalto è legata alla storia del castello e a quella della Chiesa di Ivrea di cui era feudo. Fino all’inizio del XIV secolo vi furono continue lotte tra la crescente potenza del Comune di Ivrea, la Chiesa di Ivrea, il Comune di Vercelli, i Marchesi del Monferrato ed i Conti di Savoia.
Dal 1200 al 1300 circa, i vescovi Oberto di San Sebastiano, Giovanni di Barone e Federico di Front, furono le personalità che si distinsero maggiormente per la loro forza nel conservare il patrimonio della Chiesa, alleandosi con il Comune di Ivrea contro gli attacchi del Comune di Vercelli.
Nel 1202 si fa la prima menzione scritta dell’esistenza del castello di Montalto in un atto notarile e la bolla papale di Onorio III del 1223 conferma che il feudo di Montalto era di proprietà della Chiesa di Ivrea.
Nei documenti si riscontra che non vi fu un’unica dinastia a dominare su Montalto ma un susseguirsi di famiglie varie di vassalli, tra le quali: i Suzo di Settimo, i Foglia, i Recagno, gli Schiena, i De Pertusio, i Console, i Pineto, gli Oro di Valperga, i discendenti di Corrado di Settimo, di Florio di Gatinayra e di Ardrico di Montalto. Nel 1318 i vescovo Gonzaga cedette il castello a Ruggero Talliandi e Ubertino de Stria i quali, poco dopo, lo vendettero al conte Amedeo V di Savoia per la somma di 1000 libbre imperiali.
Dal 1320 il castello divenne una dei maggiori centri di azioni operative tese al rafforzamento dei Savoia nel Canavese.
Per questo motivo negli anni 1338-1341 fu rinforzato con una torre più grande e più forte e con un maggior numero di armati. Quanto il castello fosse importante anche militarmente è dimostrato dal fatto che un tentativo di farlo cadere nelle mani dei Signori di Milano, finì con l’impiccagione dei colpevoli del tradimento, avvenuta nel 1344 ed eseguita con l’intervento di altri 30 uomini armati inviati appositamente dal castello di Bard.
Gli ultimi 30 anni del XIV sec. furono caratterizzati dalle guerre tra il Marchese di Monferrato ed i Conti di Savoia, nel 1403 il Marchese abbandonò Ivrea ed i Conti di Savoia diventarono i signori indiscussi di Ivrea e di tutta la Valle di Montalto.
Nel 1404 Amedeo VIII di Savoia per la somma di 3500 fiorini nomina feudatari di Montalto i fratelli Giovanni, Andrea e Antonio de Jordanis, famiglia originaria di Settimo Vittone. A questi nuovi Signori viene anche concesso il potere giudiziario ed il diritto di erigere forche e patiboli.
Ibleto e Bonifacio di Challant risultano tra i firmatari dell’atto di investitura avvenuto a Chambery. I nuovi Signori dovettero risolvere una questione con il notaio Antonio di Riparolio dei Conti di San Martino, il quale vantava diritti su prati, boschi vigne e terreni incolti siti nel feudo di Montalto nelle località “Monte Modricii, Lago Negro, La Sala, Ad Vulnum, Crestonetto, Ai Quartieri, In Balmis.
Risolte queste questioni i De Jordanis si occuparono di dotare di una forte cinta muraria il castello e di costruirne nuove parti. La costruzione di tali opere, cioè il castello come ci appare oggi, avvenne quindi intorno al 1410-1415.
C’è certezza di questa data perchè durante una causa del 1475 tra il vescovo di Ivrea, Giovanni di Parella ed i signori De Jordanis vennero ascoltati come testimoni, molti anziani di Montalto e altri paesi vicini. Tra questi vi furono: Giovanni Crota, Giovanni Canali, Martino de Ognio, tutti di Chiaverano; Giacomo de Cagnis di Lessolo; Pietro De Raynerio, Martino de Aymonino, Francesco De Nigro, tutti di Montalto; Giacomo Brolio e Domenico Ferrando di Borgofranco.
Tutti questi anziani, avendo prestato servizio di guardia nel castello, o conoscendo bene i luoghi ed i fatti, dichiararono che per loro conoscenza diretta erano certi che i lavori di ampliamento e fortificazione erano stati fatti eseguire dai legittimi proprietari, Signori De Jordanis, e che prima di tali lavori, esistevano solamente la torre quadrata chiamata “Chiaverana”, la chiesetta ed il campanile.
Nel 1505, per problemi di successione, il castello fu occupato da uomini armati inviati dai Signori di Vallesa e di Introd, che pretendevano parte di quei possedimenti, ed infatti le proprietà furono divise tra le varie famiglie pretendenti. Comincia così la decadenza del Castello di Montalto, diviso e conteso tra molte famiglie.
Parte del castello e delle sue pertinenze fu acquistata nel 1530 dal conte Renato di Challant, nel 1560 una parte fu acquistata da Bernardo Gnerro di Montalto, nel 1565 i signori Gamacchio Michele di Bard e Carlo Vuillet di St.Pierre ne acquistarono altre parti.
Nel 1568 l’ultimo discendente dei Signori De Jordanis, Francesco, possedeva ancora “un quarto del castello di Montalto, cioè una sala bassa, grande e rovinata, camere presso la sala, metà di una cantina; un quarto di tutti i tributi, laghi, acque, boschi, monti, pedaggi e gabelle ed inoltre un quarto “di altri beni, case e casolari siti in Montalto in varie località, tra le quali: La Torre, il Vernetto, Lago Negro, Lago Prinprisa, il Pescaur, Alla Costa, ai Quartieri”.
Nel 1662 Francesco Bayletti diventa proprietario dei beni dei De Jordanis pagando la somma di lire 600. Nell’atto notarile si parla ancora di ingressi e cortili rovinati, della torre quadrata, della sala grande rovinata. Nel 1691, una sentenza della Camera dei Conti del Piemonte, stabilisce che il castello di Montalto, ormai in rovina, e tutte le pertinenze del castello, diventino proprietà del re, Vittorio Amedeo II.
Nel 1712 il re Vittorio Amedeo II dà l’investitura del feudo e del castello di Montalto al barone Filiberto Antonio di Vallesa sotto forma di dono “con avere, negletta la propria salute, sostenuto l’impeto de’ cavalli che, abbandonati dal cochiere, conduccevano a briglia sciolta la carrozza in cui trovavansi gl’istessi prencipi, che siagli, coll’aiuto del cielo, riuscito di sottrargli dall’evidente pericolo che correvano e rapportarne il tanto lodevole intento della loro salvezza, a costo d’una irrimediabile e sè notoria indisposizione in cui è caduto della sua persona”.
Nel 1823 morì l’ultimo discendente maschio dei Vallesa. Il castello e tutti i beni della famiglia passarono al nipote Alessandro Roero di Guarene.
Nel 1885 proprietario del castello e della villa signorile costruita ai suoi piedi divenne il conte Severino dei Baroni di Casana. Nel 1940 la villa ed il bellissimo parco, soggiorno estivo dei Casana, già esistente nel >1700 e fatta ampliare e abbellire nel 1818 dal conte Alessandro Vallesa, venne venduta al Convento delle suore Benedettine di San Michele di Ivrea.
Il castello veniva venduto nel 1946 a vari proprietari, tra i quali i Signori Renacco Battista e Aimonino Giovanni di Montalto.
Attualmente il castello è proprietà degli eredi del conte Umberto Allioni di Brondello, morto per un incidente aereo il 30 marzo 1973.

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